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Dismorfismo Digitalizzato
È un termine che descrive la discrepanza tra lo standard di bellezza femminile ideale imposto dai social media e l'aspetto "reale" delle donne. Il dismorfismo digitalizzato si manifesta attraverso immagini digitali, in cui parti del sé presumibilmente indesiderabili vengono alterate modificando l'aspetto on line attraverso varie app o programmi. La divergenza tra il modello di bellezza proposto dai media e l'aspetto reale delle donne non è un concetto nuovo: in precedenza pubblicità e televisione, e ora i social, hanno proposto e continuano a proporre nuovi standard di bellezza influenzati dalla cultura, dalla moda, dalla religione, dalla politica e dall' economia. [Harper e Tiggemann 2008] Questo fatto, insieme alla vulnerabilità emotiva e relazionale, ha contribuito all' aumento dei disturbi legati all' immagine corporea nelle società occidentali e orientali, specialmente tra le giovani donne; ciò che è unico nel dismorfismo digitalizzato è però la pressione della società ad aderire a standard di bellezza che non sono realistici perché creati digitalmente. Gli individui sono talmente immersi nel mondo virtuale che esiste una percezione socialmente dismorfica del corpo femminile e le adolescenti percepiscono maggiormente la pressione sociale a cambiare l'aspetto visivo delle loro immagini caricate on line; l'incongruenza tra immagini on line e reali genera ansia e insoddisfazione ed è correlata a problemi di regolazione comportamentale ed emotiva. Questi aspetti producono un fenomeno insolito, in cui le ragazze giovani non sono in grado di riconoscere e distinguere i corpi reali da quelli modificati digitalmente... Una recente ricerca italiana ha mostrato come non sono solamente le ragazze giovani a subire l'influenza di questo fenomeno che propone standard corporei irreali, ma anche i ragazzi, che hanno la tendenza a modificare digitalmente la propria immagine per aderire a quelli che sono i modelli proposti dai principali social. Questo processo ha una particolare influenza su quelli che sono i livelli di ansia rispetto al proprio corpo o a parti di esso, il che suggerisce una relazione tra un'immagine corporea estremamente negativa e l'utilizzo di social media. I pericoli sono: chiusura e ritiro sociale, sviluppo di sintomi depressivi, disturbi alimentari e dipendenze. [Verrastro et al. 2020]. Tratto da: - Educazione affettiva e sessuale di bambini e adolescenti - Panzeri e Fontanesi 

Iodio, Tiroide e sale Iodato

Lo iodio è un sale minerale diffuso in natura ma sempre presente in percentuali molto ridotte.
Si trova sotto forma di
ioduro nelle acque marine (in piccola quantità) e come iodato di sodio in alcuni depositi salini (in abbondanza).
Svolge una importante azione preventiva nei confronti di una serie di malattie, tra cui principalmente quelle tiroidee.
Gli esseri umani infatti concentrano lo iodio nella tiroide, dove viene utilizzato per produrre due ormoni:
  • triiodiotironina (T3)
  • tirosina (T4)
Gli ormoni tiroidei regolano lo sviluppo del sistema nervoso centrale e l'accrescimento corporeo.


Carenza di iodio e patologie
La carenza di iodio porta allo sviluppo di diverse patologie:
  • Gozzo
  • Ipertiroidismo
  • Ipotiroidismo
  • Tumori
  • Altre malattie tiroidee

Gozzo - Aumento di volume della ghiandola tiroidea. Il gozzo può presentarsi sia in caso di ipertiroidismo che di ipotiroidismo.

La funzione della ghiandola può essere normale (gozzo eutiroideo) o alterata (gozzo iperfunzionante o ipofunzionante). In Italia si ammalano di gozzo circa 6 milioni di persone ( più del 10 per cento della popolazione).

 

Ipertiroidismo - Si manifesta quando la ghiandola tiroidea funziona in eccesso rilasciando troppo ormone nell’organismo. L’ipertiroidismo può essere causato da numerosi fattori, come il morbo di Basedow, da una inappropriata secrezione di TSH o da una secrezione tumorale di fattori TSH simili, da altre forme tumorali, come quelli ovarici o dalla metastasi di tumori tiroidei differenziati, da un gozzo o da un nodulo iperfunzionante, da una assunzione eccessiva di ormone tiroideo.

 

Ipotiroidismo - Si sviluppa quando gli ormoni tiroidei sono insufficienti. In genere questo avviene quando si è sottoposti a radiazioni (radio-iodio), o in seguito a malattie metaboliche da accumulo, o in presenza di una carenza o eccesso di iodio o in seguito a lesioni dell’ipotalamo. Si tratta di una malattia la cui reale incidenza è difficilmente valutabile, variamente influenzata da fattori genetici ed ambientali, tra i quali la carenza di iodio.

 

Tumori - Lo sviluppo di noduli tiroidei è solitamente un fenomeno di natura benigna (solo lo 0,3% dei noduli è una neoplasia maligna). In caso di noduli maligni, i carcinomi più comuni sono gli adenocarcinomi papillari o papillari-follicolari (misti) che rappresentano circa il 60% dei tumori maligni della tiroide. 

 

Altre malattie tiroidee - Poco si sa della tiroidite di Hashimoto e delle altre malattie autoimmuni: in base ad analisi autoptiche colpisce dal 5 al 15% della popolazione femminile e dall'1 al 5% della popolazione maschile, aumentando di frequenza col progredire dell'età in particolare nelle donne. Un'altra forma di malattia al femminile è la tiroidite post-partum, si presenta nel 5-9% delle donne subito dopo aver partorito ed è di solito una condizione transitoria.


Iodio e gravidanza

Il fabbisogno di iodio è particolarmente elevato per le donne in gravidanza e per i bambini. Secondo le stime attuali, un neonato su 3mila nasce con una forma di malattia tiroidea. Una carenza di ormone tiroideo durante la vita fetale e neo natale può avere effetti diversi tra cui:
  • arresto irreversibile della maturazione dell’encefalo con gravi conseguenze sullo sviluppo intellettivo e conseguente ritardo mentale;
  • sordomutismo;
  • paralisi spastica.
Nelle sue forme più gravi, la carenza iodica può portare a cretinismo, una condizione raramente riscontrata in Europa, ma rimangono tuttavia presenti aree con carenza iodica moderata che comporta deficit cognitivi e neuropsicologici minori.

Lo iodio in quali cibi si trova?

La corretta funzione della ghiandola tiroidea è garantita da un adeguato apporto nutrizionale di iodio.
Lo iodio è presente nel corpo umano in quantità di 15-20 mg, e l’apporto giornaliero necessario è stimato in 150 ug/giorno.
Tuttavia, la presenza di questo elemento negli alimenti e nelle acque è molto variabile e spesso troppo scarsa rispetto ai fabbisogni umani.
Gli alimenti più ricchi di iodio sono i pesci di mare ed i crostacei. Anche le uova, il latte e la carne ne contengono quantità importanti.
Quantità minori sono contenute nei vegetali e nella frutta.
 
Sulla base di studi specifici è comunque risultato che la quantità media assunta normalmente con la dieta dalla popolazione è insufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero di iodio.
 

Una profilassi iodica può aiutare nella prevenzione del gozzo endemico e degli altri disordini da carenza iodica. La profilassi consiste in misure semplici come l’assunzione di sale iodato, cioè sale fortificato con 30 mg di iodio per chilo.


In tutti i soggetti normali, e quindi nella grande maggioranza degli individui, dosi di iodio anche largamente superiori a quelle assunte con l’uso di sale arricchito con iodio sono del tutto prive di rischi. La tiroide possiede infatti un meccanismo naturale di adattamento. In ogni caso, particolare cautela si deve avere nell’utilizzo di alcuni integratori alimentari contenenti quantità elevate di iodio (solitamente a base di alghe), perché potrebbero portare ad una assunzione eccessiva.

Campagne in corso

In Italia è stato attivato un "Comitato nazionale per la prevenzione del gozzo" che promuove la conoscenza e lo svolgimento di studi epidemiologici di questa malattia. Uno dei risultati più importanti ottenuti in materia di prevenzione è stata l’introduzione dello screening neonatale obbligatorio su tutti i bambini per la presenza di carenze iodiche. Diverse regioni, come la regione Toscana, Liguria ed Emilia Romagna, hanno messo a punto anche campagne locali di prevenzione e di screening.

La profilassi iodica ha portato alla completa eradicazione del gozzo in altri paesi europei, come la Svizzera e i paesi Scandinavi. L’Europa rimane comunque una delle regioni a più basso utilizzo di sale iodato nelle famiglie (27% contro il 90% delle famiglie statunitensi).

In Italia, dal 1997, è stata avviata anche una Campagna nazionale di educazione alimentare, "Sale nell’alimentazione per la profilassi della carenza iodica e la prevenzione dell’ipertensione" 
ma la vendita di questo tipo di sale è ancora troppo scarsa (circa il 3% di tutto il sale alimentare). Campagne e studi locali in Toscana, Liguria e Emilia Romagna hanno dimostrato che la profilassi con sale iodato può efficacemente prevenire le malattie da carenza iodica. L’attuale legislazione, pur prevedendo la produzione e la vendita di sale iodato su tutto il territorio nazionale, lascia però che il consumo di questo prodotto si mantenga su base volontaria. Un nuovo disegno di legge, licenziato dal Ministero della Salute, è in attesa di essere approvato. 

 

Falsi miti da sfatare

E’ vero che si può assumere lo iodio di cui abbiamo bisogno respirando l’aria, in particolare quella di mare che ne è ricca?
Falso. Lo iodio assorbito dall’aria è trascurabile.

E’ vero che il sale marino integrale (non raffinato) è molto ricco di iodio?
Falso. ll contenuto di iodio del sale marino integrale è trascurabile.

E’ vero che chi soffre di malattie della tiroide o che presenta una particolare sensibilità non deve usare il sale arricchito di iodio?
Falso. Il contenuto di iodio del sale arricchito è tale da garantirne una quantità fisiologica con la dieta.

 

Fonti:
- ISS (Istituto Superiore di Sanità)
- Ministero della Salute
- Iodine Global Network

 

File allegato: Iodine Global Network.JPG

L'importanza della'acido folico in gravidanza

L'acido folico (vitamina B9) è indispensabile per il nostro organismo.
Quando si intende iniziare una gravidanza è bene aumentare l'introito giornaliero di questa vitamina tramite l'assunzione di integratori alimentari.
Il corpo di una donna infatti, prima e durante la gravidanza, necessita di un maggior quantitativo di acido folico.

La supplementazione tramite integratori dovrebbe iniziare 3 mesi prima dell'eventuale concepimento e proseguire per i 3 mesi successivi al concepimento, ad una dose giornaliera di 400 mcg/die (salvo diverse indicazioni del medico).
La supplementazione di acido folico risulta essere importante in quanto previene malformazioni cardiache congenite del feto, previene i difetti del tubo neurale nel feto (come ad es. la spina bifida) e risulta essere coinvolta nella prevenzione dell'anemia megaloblastica.

 


Bibliografia

Br J Nutr. 2012 Dec 14;108(11):1924-30. doi: 10.1017/S0007114512003765. Epub 2012 Oct 9.
Folic acid supplementation in pregnancy: Are there devils in the detail?
Burge GC, Lillycrop KA.
 
Lancet Neurol. 2013 Aug;12(8):799-810. doi: 10.1016/S1474-4422(13)70110-8. Epub 2013 Jun 19.
Neural tube defects: recent advances, unsolved questions, and controversies.
Copp AJ, Stainer P, Greene ND.

 

Cochrane Database Syst Rev. 2013 Mar 28;3:CD006896. doi: 10.1002/14651858.CD006896.pub2.

Folic acid supplementation during pregnancy for maternal health and pregnancy outcomes.
Lassi ZS, Salam RA, Haider BA, Bhutta ZA.

 File allegato: Scheda-Folico

Club via Lattea - donatrici di latte materno.

 
Donare il latte materno è possibile per la maggior parte delle mamme che allattano, in quanto la ghiandola mammaria più è stimolata e più produce latte.
 
Perchè donare il latte?
Per contribuire al trattamento di piccoli pazienti quando non è disponibile il latte della "propria mamma", in caso di patologie per le quali è fondamentale il ricorso ad un'alimentazione con il latte materno:
 
 
 
  • grave prematurità
  • malattie metaboliche
  • malformazioni intestinali
  • malnutrizione in cardiopatie congenite
  • sindromi malformative
  • insufficenza renale neonatale
  • gravi intolleranze alimentari
  • deficit immunitari
  • pseudo - ostruzione intestinale cronica
  • diarrea intrattabile
Come si diventa donatrici?
  1. Telefona all'ospedale pediatrico Bambino Gesù al numero 06 68592831 o richiedi il modulo di adesione direttamento all'indirizzo e-mail: bancadellatte@opbg.net
  2. A seguito del modulo di adesione riceverai un attestato di idoneità.
  3. Tiralatte e kit: presentando l'attestato di idoneità e un documento di riconoscimento ad una della farmacie del gruppo che aderisce al progetto, più vicina a casa tua, ti verrà consegnata tutta la strumentazione, il kit sterile e accessori per la raccolta del latte sotto cauzione di 50 euro (che verrà interamente restituita alla consegna dell'apparecchiatura). Si richiede un impegno minimo di 4 bottigliette da 100 ml alla settimana.
  4. Raccolta del lattenell'attestato di idoneità verrà indicato il riferimento del ritiro del latte a domicilio direttamente dagli enti ufficiali. Ogni ritiro del latte da parte degli enti preposti, verrà siglato indicando la data e il quantitativo del latte prelevato.
  5. Richiesta di kit supplementari: presentando alla stessa farmacia il modulo di idoneità, aggiornato dalle sigle di raccolta latte, verrà rilasciato un ulteriore kit di 4 raccoglitori sterili.

Il bambino non mangia?

Impariamo a solleticare la fantasia dei nostri bambini anche attraverso la presentazione del cibo.
Rendiamo il cibo divertente e appetibile. 
Troverete una serie di immagini di piatti carini e simpatici da presentare ai vostri figli, cliccando il seguente link:
 

 

Consumare i funghi responsabilmente

- Consumare solo funghi controllati da un Micologo
- Consumare quantità moderate
- Non somministrare ai bambini
- Non somministrare alle donne in gravidanza
- Consumare solo funghi in perfetto stato di conservazione
- Consumare solo funghi ben cotti e masticare correttamente
- Sbollentare i funghi prima del congelamento e consumarli entro i 6 mesi
- Non consumare funghi raccolti lungo le strade o vicino ai centri industriali
- Non regalare i funghi raccolti se non precedentemente controllati
- Nei funghi sott'olio si può sviluppare la tossina del botulino

 

File allegato: Opuscolo

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